Il counseling

Il counseling è una particolare relazione d’aiuto non direttiva, che coinvolge temi personali ed emotivamente significativi dove la persona viene aiutata a gestire problemi utilizzando le proprie risorse personali. Nell’originaria intuizione di Carl Rogers, il counseling è un metodo d’accompagnamento relazionale non direttivo. Un rapporto di consulenza tra un professionista della comunicazione e un individuo o un gruppo intenzionato ad esprimere e risolvere problemi, un conflitto esistenziale o un disagio emotivo che compromettono le sue capacità di espressione e relazione in ambito privato o professionale. Elementi di questo processo di crescita sono: l’esplorazione del problema, la sua espressione e comunicazione, che può essere anche emotiva, accompagnate con empatia e accettazione incondizionata dal counselor in ambiente protetto, nel quale si evita la dipendenza da interpretazioni. Si basa sull’ipotesi che ciascuno possieda un potenziale positivo in grado di svilupparsi.

Il counselor

Il counselor è un professionista che non ha solamente una preparazione psicologica teorica, ma che ha effettuato su di sé un percorso interiore esperienziale, trasformativo e terapeutico nell’indirizzo della sua scuola di formazione. Il ruolo del counselor è quello di accompagnare il processo e sostenerlo, non quello di interpretare.

La specificità del counseling transpersonale

Offre sostegno personale ed emotivo a persone in difficoltà nei loro processi di crescita nella cornice di un paradigma teorico ed esperienziale non solo biografico, in cui non sono escluse le dimensioni perinatale, spirituale e transpersonale. Offre supporto a coloro che incontrano passaggi o periodi difficili, come l’emersione di zone ombra, anche quando connessi a difficoltà di integrazione di esperienze in stati non ordinari di coscienza, durante le crisi psico-spirituali, emergenze spirituali o psichedeliche o le crisi iniziatiche sciamaniche. Altre culture conoscono le crisi di passaggio e le sanno accompagnare in modo più opportuno di quanto non si sappia ormai fare da noi. Offre supporto per la preparazione, l’integrazione e la trasformazione di esperienze interiori e il lavoro in stati non ordinari di coscienza. Sostiene la persona nei periodi di transizione e di perdita. Possibilità di accompagnamento ad integrazione di sessioni di Respirazione Olotropica.
Nel counseling corporeo e transpersonale si focalizza l’attenzione nell’ascolto e della connessione con la dimensione fisica ed emozionale, per vivere con maggiore consapevolezza queste sensazioni: entrare nel corpo e collegarsi alle emozioni e connettersi a queste energie.
Il counseling, corporeo e transpersonale ha caratteristiche non direttive comuni sia al counseling, sia alla modalità con cui si accompagna un processo durante la Respirazione Olotropica. Si invita ad accogliere il processo basandosi sulle proprie risorse personali, centro, maestro o guaritore interiore. Si dà valore, alla manifestazione del “sintomo” come nucleo potenzialmente attivatore di un processo di trasformazione: le difficoltà o gli stati di grazia, il processo interiore come opportunità di crescita, senza interpretazioni.
Il counseling corporeo e transpersonale è un metodo relazionale che può essere strumento di aiuto nell’ascoltare le nostre parti profonde, lasciarle venire alla luce, emergere e condividerle nella relazione d’aiuto, al fine di poterle implementare nella nostra vita per trasformarla. È una modalità di accompagnamento e di opportunità trasformativa di processi interiori.

Il counseling transpersonale e corporeo e il mio approccio

Leggi la pagina dedicata al mio approccio sul counseling transpersonale e corporeo.

Il counseling transpersonale e corporeo e le relazioni nel processo di crescita

Questo processo non è normalmente solitario, ha bisogno di essere accompagnato. Questo avviene in molte culture, dove la crescita personale non è solitaria, ma posta in relazione. Le culture tradizionali hanno spesso accompagnato i processi e le crisi spontanee di trasformazione con un atteggiamento di fiducia e sostegno, facilitato da chi ha già in precedenza fatto questo percorso su di sé e che ha quindi esperienza di trasformazione interiore. La comunicazione dà il via ad un’alleanza con il ricevente la comunicazione. Il ricevente diventa un alleato, un facilitatore non direttivo sia di aiuto ad approfondire e a consolidare la percezione nel contatto interiore, sia in relazione alla strategia che implementa soluzioni: nel trovare autonomamente il proprio filo d’Arianna di chi accompagna, analogo a quello che si ha durante i seminari di Respirazione Olotropica, che ne rispetti i tempi, ne favorisca la piena espressione, il completo scarico emozionale e lo scioglimento degli eventuali blocchi corporei che emergono nel processo. Tuttavia anche altre relazioni sono importanti in questo processo. Anche nel nostro contesto il gruppo o la comunità hanno un ruolo e noi siamo responsabili nello scegliere di condividere solo con le persone giuste. Dobbiamo essere consapevoli che ci possono essere relazioni che possono ostacolare il nostro processo con la loro paura e il loro giudizio negativo. È quindi utile avere o crearsi un’area partecipativa “complice”, (ma non connivente con il nostri limiti) di persone che ci accolgono, ci vogliono bene. È vivamente consigliato comunicare, condividere solo con chi è in grado di accogliere e non giudicare e si sconsiglia vivamente l’espressione e la condivisione con chi non è in grado di capire, di accogliere o giudica.
La consapevolezza, l’espressione e la comunicazione del sentire, del disagio e della sua connessione dà naturalmente spazio ad un processo evolutivo o risolutivo.
A volte arrivano delle soluzioni operative, delle implementazioni che ci permettono di trasformare qualcosa nella nostra vita.