Emergenze spirituali

Termine che gioca con il doppio significato della parola emergenza: crisi ed opportunità. Rappresenta quegli stati spontanei, che Grof distingue dalle psicosi, in cui la coscienza può accedere a materiale inconscio. La manifestazione del sintomo nella sua complessità psicosomatica di blocco o manifestazione energetica, di problema emotivo, relazionale, ecc., è visto dalla Psicologia Transpersonale (un po’ come in omeopatia), come facente parte di un processo di guarigione, che se sostenuto e adeguatamente protetto, può dare luogo ad un’importante opportunità di trasformazione interiore, autoguarigione e cambiamento nella propria vita.

Cos’è un’emergenza spirituale?

Nella visione di Grof, il sintomo psicosomatico è un tentativo di autoguarigione, e per distinguere questi processi, a volte intensi, dalle psicosi, in disaccordo con la psichiatria convenzionale, che classifica spesso come psicotiche anche le esperienze mistiche, lo psichiatra Grof ha coniato il termine emergenza spirituale. Questo termine gioca con il doppio significato della parola emergenza, che indica nello stesso tempo crisi ed opportunità/manifestazione. Rappresenta quegli stati spontanei, in cui la coscienza può accedere a materiale inconscio, attraverso i quali si generano esperienze con un grande potenziale di autoguarigione. A differenza della nostra, altre culture hanno apprezzato le crisi di trasformazione e le hanno ampiamente utilizzate.

“Se adeguatamente comprese e trattate come stadi difficili di un processo evolutivo naturale, le emergenze spirituali possono condurre a una guarigione emotiva e psicosomatica, produrre profondi e positivi cambiamenti nella personalità e risolvere molti problemi esistenziali”. (Grof 1995).

Molte crisi, che chiamiano emergenze spirituali, possono essere spinte nel recinto delle psicopatologie, ma, potrebbero avere altri sviluppi, se adeguatamente accompagnate.

Analogamente a ciò che si può sperimentare nelle esperienze di Respirazione Olotropica, le emergenze spirituali comprendono temi biografici, perinatali o transpersonali. Ma mentre in un’esperienza di Respirazione Olotropica il processo viene gestito, nei casi più intensi di un’emergenza spirituale è , a volte, incontrollato. Il tipo di sostegno che necessita richiede tempi più lunghi, un aiuto, che può essere anche articolato nelle ventiquattro ore, che sostituisca l’ospedalizzazione e che preveda un luogo o un centro idoneo, un atteggiamento di chi accompagna analogo a quello che si ha durante i seminari di Respirazione Olotropica, di fiducia e sostegno nel processo, che favorisca la piena espressione del sintomo e il completo scarico emozionale e dei blocchi corporei che si manifestano.

Per Grof inoltre molti casi di dipendenza possono essere una forma di emergenza spirituale, una tensione spirituale distorta e non riconosciuta, che viene spesso oscurata dalla natura distruttiva ed autodistruttiva del disturbo.

Il fatto di portare “il non ordinario” nella nostra cultura e società, ha un valore che sfortunatamente è ancora ben lontano da essere realizzato. Per esempio rispetto alla distinzione tra psicosi ed emergenze spirituali.

Quando riusciremo a realizzare centri di cura per queste ultime, in cui si possa accompagnare l’evoluzione del processo senza sopprimerlo, come una crisi o un momento di trasformazione e passaggio, come avviene in altre culture?

Per fare questo sono necessari psichiatri (e non solo) di mente aperta, che condividano questa impostazione, siano interessati ad ipotesi e a percorsi di questo tipo e ad entrare in rete e in collaborazione.