Il counseling transpersonale e corporeo e il mio approccio
La vita ci parla dal profondo della nostra anima, a volte ci crea delle sfide, non sempre siamo in grado di accoglierne le sollecitazioni quali messaggi che ci chiedono una trasformazione interiore. Le difficoltà o le complicazioni della vita possono indurre processi interiori, emozioni intense, emersione del nostro lato ombra, a volte stati estatici come si può sperimentare in Respirazione Olotropica. Sta a noi accoglierli, lasciarli esprimere, proteggerli, proteggerci e permetterci di acquisire quella integrazione che accompagna una guarigione e un ampliamento esperienziale e di autoconoscenza. Questi processi possono essere spontanei, sia connessi a periodi difficili, sia estatici o immaginativi e che ci smuovono interiormente, indotti da stimoli dovuti a emergenze spirituali di tipo lieve, a emergenze psichedeliche e alla necessità di integrazione e aiuto successiva allo scioglimento di blocchi emotivi e cristallizzazioni corporee, anche successivi all’esperienza di Respirazione Olotropica e alla conseguente integrazione nel quotidiano.
L’idea principale è che molto spesso le emozioni e le situazioni in cui ci troviamo fungono da segnaletica per processi più profondi della nostra vita. Questi “sintomi” sono come messaggeri dell’intelligenza centrale del corpo, chiedono attenzione e accoglienza su ciò che ha bisogno di essere ascoltato, sugli squilibri nella vita quotidiana, nel “cuore”, nelle emozioni, nel corpo e nei pensieri. Non è un’esperienza mentale, si segue l’ascolto interiore, è un’esperienza di consapevolezza corporea ed emozionale che comprende tutto ciò che sentite in un dato momento. Questi processi nella nostra vita offrono l’opportunità di essere ascoltati con maggiore impegno e consapevolezza al fine di effettuare cambiamenti per un’evoluzione personale.
A volte le emozioni sono difficili da percepire, ma possono anche essere ciò che si prova fisicamente. Molto spesso l’attenzione è occupata da richieste del mondo esterno o si è immersi in processi mentali e non in una percezione o ascolto di sé. Un compito importante nella nostra cultura è entrare in contatto con i nostri sentimenti. Ad esempio nella tradizione dei nativi americani si ascolta il proprio cuore, percorso che è stato definito da Michael Smith come processo arcaico di individuazione. Ascoltare il proprio cuore, ritrovare la via della propria vita ed implementarla è un atto, percorso creativo e presa di potere delle persone. La ruota di medicina è, ad esempio, un grande insegnamento per trovare la propria via, diventare “artisti dello spirito”. Il compito del facilitatore o del counselor è quello di aiutare le persone a recuperare il proprio potere.
L’intensità del disagio o del dolore è direttamente proporzionale a quanto è stato ignorato, attenuato o proiettato, di solito affrontarlo, accoglierlo direttamente, lo allevia parecchio. Allora perché non esplorare i paesaggi interiori, provare a connettersi alle sensazioni corporee e ad esercitarsi a sentirle e osservarle? L’anima/psiche è una parte profondamente misteriosa del nostro essere. In qualche modo sa esattamente di cosa abbiamo bisogno e lo comunica al momento giusto, molto spesso tramite sensazioni corporee, sogni, sincronicità, segni, immaginazioni. Il corpo è intelligente, ospita una saggezza naturale. Lasciamo che la voce interiore sottile, tranquilla, saggia, ci parli nella sua lingua e ci guidi. L’ascolto e le “esplorazioni” sono un modo per vedersi dentro e connettersi con se stessi. Prima di tutto ci si concentra su questo, ci si ferma, ci si ascolta, si porta consapevolezza nel corpo, al vissuto sensoriale, energetico ed emotivo, al disagio e si prova a risalire alle sue radici, fin dove si arriva, questo ha proprietà emozionali, fisiche. Entrare in contatto con anima (e corpo), ascoltarla, seguirla e trovare la modalità per esprimere questa saggezza del corpo. Attenzione, comprensione e consapevolezza lo trasformano, si rimane in sintonia con questo, l’intensità del dolore si calma naturalmente, quel dolore e la sua energia, se non rifiutate, ma accolte vengono recuperate e si è più interi. Una sorta, come si dice nello sciamanismo, di recupero dell’anima. Fiducia nel proprio centro, maestro e guaritore interiore. Avere fiducia nella capacità intrinseca che ogni persona ha nel suo corpo, cuore, psiche e che la guida, come il filo di Arianna, con saggezza nel suo proprio personale processo di guarigione. È una presa di potere della persona su di sé, senza dipendere da interpretazioni esterne, di grande aiuto per persone a cui è stato tolto potere.
Ascolto, fiducia e accogliere sono l’inizio. Un passaggio ulteriore è quello di esprimere. Esprimere è oltre lo stare in modo consapevole col sintomo.
L’espressione e la manifestazione del “sintomo” in ambiente protetto, sono tappa ulteriore del processo di guarigione. Il compito o passaggio successivo sarà il processo di sciogliere le cristallizzazioni emozionali e corporee e di svuotare i serbatoi di energia bloccati interiormente. Intensificare il “sintomo” è una tappa nell’aiutarci all’ascolto e un aiuto nel permetterne l’espressione emozionale in ambiente protetto.